Quella della Soccer Montalto è stata una stagione lunga, tortuosa ma ricca di soddisfazioni. I retroscena sono tanti. Sacrificio, lavoro, gruppo, scaramanzia e pazienza. I segreti del Triplete Rossoblù raccontati a viso aperto con Mister Bria.
“Dietro queste coppe c’è tanto lavoro, tanta sofferenza. Ma soprattutto sacrifici dei ragazzi, dello staff, della società. Vincere non è mai facile, costruire una squadra per vincere non significa poi riuscire a farlo a fine campionato. Abbiamo lavorato coscienti del fatto che a fine stagione avremmo tirato una linea per vedere dove saremmo arrivati. Abbiamo tirato questa linea e possiamo dire che sono stati tre traguardi fantastici.
E’ stata una stagione lunghissima, 40 partite tra campionato e coppa. Non era facile e infatti da questo punto di vista la squadra è stata encomiabile. Tutti coloro che si sono messi a disposizione hanno dato il proprio prezioso contributo. Dal punto di vista fisico non è stato semplice e per questo è doveroso menzionare il grande lavoro del mio staff, in particolare nella figura del preparatore atletico Alessandro Fiumara, un professionista nei dilettanti. Lo ha dimostrato con un lavoro certosino fatto di serietà, abnegazione, impegno e sacrificio che poi ha trasmesso ai ragazzi.
I campionati non li vinci in una partita ma con la costanza. Noi lo vinciamo nelle sconfitte. Dopo San Fili facciamo sette risultati utili consecutivi, contro la Luzzese ne facciamo otto. Dopo Longobucco ne facciamo altrettante otto. La bravura di questi ragazzi è stata essere uomini nei momenti difficili perché è in questi momenti che esce fuori la squadra e noi nei momenti di difficoltà abbiamo dimostrato che volevamo vincere il campionato e le Coppe dando un segnale forte a tutti. Le sconfitte sono state i nostri anticorpi per il futuro. Se noi siamo riusciti a gestire quei momenti lo dobbiamo a dei ragazzi straordinari che anche nel corso della stagione hanno avuto pazienza e attesa, fattori determinanti in momenti chiave del campionato. San Fili la partita della maturità, Fiumefreddo per la consapevolezza e Corigliano per la consacrazione.
L’anno scorso, nonostante la retrocessione, feci una promessa alla società: sarei rimasto e avrei riportato la Soccer in Promozione. Un traguardo che si merita tutta la società e tutto il mondo Soccer che racchiude persone straordinarie e che non si sono disunite nonostante la delusione dell’anno scorso, anzi. Ci hanno creduto fortemente e hanno alzato l’asticella. Futuro? Adesso ci godiamo il momento, poi sono sicuro che con la Dirigenza si troverà la migliore soluzione per tutti. Dedico questo triplete ai miei due angeli che spero abbiano gioito insieme a me di questi traguardi.”