La stagione della Soccer Montalto sta per iniziare. Mentre i ragazzi di Mister Piero Bria si preparano a tornare sul campo in vista della preparazione in programma mercoledì 20 agosto, il Ds Francesco Covello e il Team Manager Eugenio Marasco, due figure fondamentali del progetto rossoblù, hanno chiacchierato ai microfoni della Responsabile della comunicazione e Ufficio Stampa Martina Milia, discutendo sul passato, presente e futuro della Società.
“Sono 4/5 anni che stiamo lavorando sul progetto Soccer“ – ha ammesso il Ds – “Non è sempre facile. Ogni anno è diverso dall’altro, cambiano le condizioni e le situazioni, ma l’importante è quello che perseguiamo: sposare il progetto. Di volta in volta cerchiamo di ottenere il massimo dei risultati, non solo sul campo ma anche a livello organizzativo e di immagine. Vogliamo guardare a 360° quello che la Società ha già fatto in questi oltre 10 anni. Basti pensare che siamo tra le poche società ad avere uno stadio di proprietà.”
Sul mercato: “La squadra di quest’anno? Abbiamo lavorato tanto e speriamo bene. Abbiamo confermato giovani provenienti dal nostro settore giovanile (di cui il 50% sono under 2005). Poi il mercato ci ha portato a fare delle scelte mirate, cercando prima l’uomo e poi il calciatore. In ogni reparto c’è il giusto mix di esperienza e gioventù. Circa dieci ragazzi sono residenti a Montalto, di cui i fratelli Prete (che rappresentano due grandi ritorni) sono montaltesi doc. A dispetto di chi sostiene il contrario, noi ci teniamo molto al territorio”.
Anche la conferma del Team Manager ha rappresentato un importante segno di continuità.
“Se sono qui è colpa del Direttore, perché dopo la parentesi Pirossigeno è stato un susseguirsi di telefonate affinché io venissi qui” – scherza Marasco – “Ma ad oggi non posso non dire di aver fatto la scelta giusta. Mi sono innamorato di questo posto. Per quanto sia dilettante la categoria, si vive da professionisti. Qui la visione è futuristica, si pensa sempre a migliorare. Io non lascio le cose a metà. Nonostante abbia ricevuto tante richieste, la sinergia era troppo forte per non rimanere. Dopo il triste epilogo dell’anno scorso, mi sono detto che non si lascia una nave nel momento in cui bisogna recuperare ciò che si è perso. Sono ancora più motivato per conquistare quello che abbiamo perso.”